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Le Settings API di WordPress, parte 1: cosa sono e perché si usano

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Difficulty:BeginnerLength:ShortLanguages:
This post is part of a series called The Complete Guide to the WordPress Settings API.
The WordPress Settings API, Part 2: Sections, Fields, and Settings

Italian (Italiano) translation by Fabio Pantano (you can also view the original English article)

Come già detto più volte qui su WP Tuts (e come avrete senza dubbio notato), non c'è mai un momento migliore per essere uno sviluppatore WordPress. Sia con un lavoro per un cliente o con un progetto in sviluppo (con temi o plugin), iniziare con l'ecosistema di WordPress è più una questione di "dove" iniziare piuttosto che "come".

WordPress ha una splendida documentazione API per gli sviluppatori indipendentemente dal livello di esperienza. Ma una comunità di sviluppo ben attiva e un'API ben documentata non sottrae la piattaforma a scelte di sviluppo scandenti.

Come spesso accade in ambito web, solo perché qualcosa funziona, non significa averlo sviluppato nel modo migliore. Come sviluppatori e "artigiani", il nostro compito è assicurarsi che il lavoro rilasciato sia sviluppato a dovere e che funzioni correttamente. Sviscerando il codice sorgente di una serie di temi o plugin, si può vedere che gli sviluppatori stanno rilasciando prodotti funzionanti ma che non sono progettati nel miglior modo possibile. Si vede soprattutto nelle opzioni del tema, pagine di menu, convalida e così via.

Il nostro scopo è interrompere tutto ciò.

In questa serie, analizzeremo in profondità le Settings API di WordPress. Vedremo cosa sono, perché usarle e come sfruttarle nei nostri progetti.

Il nostro obiettivo finale è rendere questa serie di tutorial un valido riferimento per le Settings API, indipendentemente dal vostro livello di esperienza. Alla fine, si dovrebbe avere una chiara comprensione delle API con anche solidi esempi su come sviluppare nel modo corretto.

Per fare tutto questo, abbiamo bisogno di iniziare dalle fondamenta. Quindi prima di scrivere qualsiasi codice o analizzare esempi, abbiamo bisogno di introdurre le Settings API: cosa sono e perché si usano.


Definizione di Settings API

The Settings API Defined

Essenzialmente le Settings API sono un insieme di funzioni fornite da WordPress con lo scopo di: semplificare l'uso di menu, pagine di opzione e la memorizzazione, la convalida e il recupero di input dell'utente.

Abbastanza facile, no?

In questa serie esamineremo ogni aspetto, ma questa può essere una semplice definizione su ciò che affronteremo con i prossimi articoli.

Perché usare le Settings API?

Ora che sappiamo cosa sono le Settings API, vediamo perché utilizzarle invece che gestire l'input dell'utente, la serializzazione e la convalida, da soli.

Interagire con il core di WordPress

Communicates with WordPress Core

Le settings API sono fornite dagli sviluppatori di WordPress per estendere facilmente l'applicazione. Per esempio, non avrebbe senso utilizzare funzioni fornite dagli autori della piattaforma stessa?

Certo, è possibile raggirare queste funzioni e usare la "forza bruta" per i nostri scopi senza che nessuno ci fermi. Ma questo richiede del lavoro inutile, ignora i consigli del core team di WordPress e in ultima analisi, possono sorgere problemi con la dashboard di Wordpress.

Sfruttare le funzionalità fornite dagli sviluppatori assicura all'applicazione una comunicazione corretta con il core di Wordpress.

Integrare liberamente

Free Stuff Out-Of-The_Box

Utilizzare le Settings API non assicura solo uno sviluppo corretto attraverso i canali giusti. Essa garantisce alle nostre interfacce utente uno sviluppo simile agli standard comuni e una serializzazione dei nostri dati simile ai meccanismi che utilizza WordPress. Inoltre, non fa certo male risparmiare del tempo.

Implementare interfacce esterne sfruttando stili esistenti di WordPress e utilizzando le Settings API, renderà il vostro lavoro strettamente integrato con il resto del sistema.

Ciò significa che quando gli utenti utilizzeranno il vostro lavoro, non avranno quella sensazione di usare nei loro blog un'utilità di terze parti esterna. Al contrario, lavoreranno con un potenziamento (al contrario di aggiunta) alla piattaforma principale.

A dire il vero, utilizzare gli stili nativi di WordPress non è una vera parte delle Settings API e quella vista sopra è una questione puramente soggettiva. Ma gli elementi esterni dei Settings API, come l'introduzione di pagine di menu, sfruttano stili nativi di WordPress. Quindi ha senso che il vostro lavoro faccia la stessa cosa?

Più sicuro, più resistente

More Secure More Resilient

Sfruttare le funzioni native di WordPress, piuttosto che implementare le proprie, ci consente di salvare, richiamare e convalidare le opzioni in modo corretto. Dopo tutto, le Settings API forniscono molte delle stesse funzionalità su cui si basa il core dell'applicazione.

Come se non bastasse, le Settings API sono disciplinate dalle stesse norme delle WordPress API. Per esempio, quando l'applicazione viene aggiornata e/o vengono introdotte alcune modifiche, le funzioni dovranno passare attraverso il solito processo di deprecazione. Questo dà il tempo sufficiente per aggiornare il vostro progetto ed evitare problemi di compatibilità. Questo non succede nel caso in cui si rilasciano delle proprie funzionalità.

La roadmap in arrivo

Upcoming Roadmap

A questo punto, si dovrebbe avere una chiara idea di cosa sono le Settings API e perché dovrebbero essere utilizzate nei temi e plugin.

Naturalmente, può sembrare un po' tutto controverso, ma dobbiamo ancora dare un'occhiata a qualche esempio pratico. Per il resto della serie, analizzeremo quanto segue:

  • Menu, sezioni e navigazione a schede
  • Registrazione di opzioni
  • Semplici elementi (campi di input, area di testo, selezioni, pulsanti e caselle di controllo)
  • Un semplice esempio funzionante

Alla fine della serie, avrete tutto il necessario per iniziare a creare solide applicazioni basate su WordPress.

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